14/06/2011 - News - Eventi
Omegna Street Boulder: un successo!
Si è svolto sabato 11 giugno sul Lago d'Orta (Provincia di Verbania) il primo OSB, ed ha sbancato. Con la partnership della nostra rivista, la manifestazione ha portato circa duemila persone nel centro di Omegna per seguire le scalate sulle case di centinaia di ragazzi. Ogni climber ha ricevuto la copia di Montebianco di maggio su cui compariva un focus sull'arrampicata urbana.
L’Omegna Street Boulder di sabato 11 giugno 2011 è stato molto più di un contest di arrampicata urbana. E’ stata una grande festa, come era immaginabile, ma soprattutto è stata la dimostrazione che ormai l’arrampicata è un fenomeno sportivo consolidato, tanto che persino nella provincia italiana, quella dei piccoli borghi quale è Omegna sul Lago d’Orta (VB), si sente pulsare il cuore del verticale in scarpette e magnesite.
Ecco la testimonianza dell'ideatore Alessandro Sollami (nella foto sotto, in perfetta tenuta da 'Yellow Point') dell'Associazione Linea Verticale:
“Street boulder?? E cos’è??. E' stato questo il refrein che mi è stato rivolto da conoscenti e amici scalatori fino al giorno dell'evento.
E io: 'Venite ragazzi che è una figata, vi divertite di sicuro!'
Oggi, 4 giorni dopo l’OSB11, mi arrivano messaggi di amici (e neanche tanto appassionati di scalata quanto invece lo sono io) che si sono comprati apposta il crash pad e mi propongono sessions extra di scalata urbana dopo il lavoro al forum di Omegna (un po’ parco un po’ struttura per congressi e mostre). Sabato ho visto gente da 7B in falesia non riuscire ad alzarsi da un blocco facile, ragazzini che scalano due volte all’anno salire in scioltezza le colonne del municipio e padri con bambini che provavano la slack line mentre, poco distante, si svuotavano fusti e fusti di birra sulle note del punk lacustre dei gruppi che si sono esibiti (gratuitamente) da sera a notte sotto i porticati storici del centro. Soprattutto ho visto tante facce sorridenti, cosa che nella sonnolenta Omegna non capita spesso.
Un sacco di persone che incontro ci fanno i complimenti per la manifestazione, il comune di Omegna ci fa i complimenti, i ragazzi che hanno suonato alla festa post-street ci fanno i complimenti.
E non dimentichiamo che abbiamo aiutato l’Associazione Donatori Midollo Osseo!
Direi che in queste poche righe si può capire cos’è stato per gli omegnesi e gli abitanti del Vco il primo Street Boulder.
Novità, divertimento, musica, coinvolgimento, sensibilizzazione e beneficenza: questo è stato lo street boulder omegnese."
Insomma, i mondiali di Arco (TN) di questo luglio, quando ancora la nostra testata sarà partner ufficiale della manifestazione, sono solo la punta di un iceberg sotto la quale preme, insieme all'entusiasmo, una base sempre più consistente, fatta di appassionati di ogni età, di spontaneismo, di movimento, di feste e – udite udite – di pubblico che applaude. A Omegna più di un abitante 
si è visto spuntare sul davanzale delle finestre del primo piano qualche baldanzoso climber sorridente, e almeno 2000 persone, fra passanti occasionali a passeggio per il classico “sabato del villaggio” e curiosi venuti apposta, hanno riempito le vie. Qua e là ragazzi e ragazze, con un’età media appena sotto i vent’anni ma anche qualche giovanissimo accompagnato dai genitori, hanno ghermito per tutto il pomeriggio colonne, archi di viottoli, cornicioni, davanzali, terrazze, rilievi millimetrici posti sulle mura portanti di abitazioni, negozi, banche, edifici pubblici.
Ai loro piedi il popolo dei climber schierato in “gran parata” (passateci il gioco di parole) con le braccia alzate al cielo per assicurare i compagni: agli occhi dei profani poteva sembrare (massì dai, ammettiamolo, un po’ è anche così) una forma di adorazione per lo Zarathustra-funambolo di turno. I numeri di OSB 2011 sono presto fatti: 150 climber iscritti, alcuni veri e propri “beginners” della prima ora, 80 blocchi per scalare, 100 magliette “bruciate” in un batter d’occhio inserite nel “pacco gara” venduto a 10 euro il cui ricavato è andato all’Associazione per la donazione del midollo osseo, 2000 spettatori, 12 gli anni del più giovane scalatore, Torino, Milano, Novara, Pavia, Biella, Verbania le province di provenienza dei climbers.
C’era anche un argentino, Lucas Iribarren, che alla fine sarebbe risultato il vincitore della sfida sul blocco più difficile se non avesse usato un appiglio non consentito. Così l'ha spuntata Stefano Ghisolfi, atleta della Coppa del Mondo boulder (che ha risolto la via al secondo tentativo). Fra le donne, dopo tre tentativi, ha avuto la meglio la torinese Federica Mingolla. Ma lo spirito di questi contest, si sa, non è quello della gara, tanto che per ore tutti hanno arrampicato liberi, senza tempo e senza patemi, con l’unico obbiettivo di “risolvere” le difficoltà opposte dai blocchi. Ci si mette in fila, si sistema il crash pad sotto il boulder che stuzzica di più i polpastrelli e si comincia a salire incitati dagli altri che, in attesa del proprio turno, si posizionano per parare. Ecco, il gioco è tutto qua. L’assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Omegna, Enzo Franza, uno dei pochi amministratori che ha subito creduto e sostenuto la manifestazione proposta da Alessandro Sollami & Co. per l’associazione Linea Verticale, guarda già avanti: “Ragazzi, potete cominciare a pensare all’edizione 2012. Noi ci saremo”. Insieme a loro la cordata (anche se qui le corde non si usano) Cai Omegna – Street Boulder Italia.
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