28/11/2011 - News - Turismo
Ski alp by night, che passione!



Lo scialpinismo cresce, stagione dopo stagione. Chissà se, per paradosso, è la fatica a sedurre, oppure se è il costo sempre più alto degli ski pass a indurre a prendere sci e pelli di foca e salire le montagne a forza di gambe per poi godersi la sciata, già da dicembre e a tutte le ore, notte compresa. Su Montebianco di dicembre uno speciale servizio sullo scialpinismo al chiaro di luna. Ecco l'anticipazione...



C’era una volta lo scialpinismo primaverile: sci e pelli facevano la loro comparsa a marzo e si andava avanti fino a maggio. Oggi si sale e si scende dalle montagne con gli sci senza sosta, purché ci sia la neve, da dicembre (qualche volta da novembre) fino a maggio, senza limiti di luogo e di orario, persino di notte. Se poi c’è la luna piena e il cielo sereno, branchi di ominidi con gli assi ai piedi allungano le loro ombre sulla neve di tutto l’arco alpino e persino degli Appennini, specie attorno al Gran Sasso. Niente ululati, niente licantropi, solo grida di giubilo fra le curve nella polvere, brindisi nei rifugi in quota e amicizie che nascono a impianti chiusi. Nei comprensori “in” non mancano guide alpine e maestri di sci che organizzano cene in quota con discesa finale e fiaccolata. Le dimensioni del fenomeno, da qualche anno sempre più ampio, e la determinazione degli appassionati sono tali che nelle località più remote e meno servite da bar e ristoranti le scialpinistiche si concludono, una volta giunti a fondovalle, in automobile, senza tante moine turistiche.

Genealogia di un fenomeno
Per molti che non l’hanno mai vissuta, l’esperienza della “notturna” ha un che di esotico. In verità nasce negli ambienti dell’agonismo, anch’esso in forte ascesa di numeri in questi anni. Lo scialpinismo agonistico, così come ogni sport, richiede continuità di allenamento non confinabile nella gita del week-end. D’altronde l’uscita infrasettimanale per chi lavora non offre molte alternative all’allenamento serale. Ecco allora che, specie sulle piste, nei comprensori sciistici, dove la viabilità consente avvicinamenti veloci dai fondovalle e dalle città, da alcuni inverni, hanno cominciato a fare capolino tanti puntini luminosi che salivano e scendevano a impianti chiusi, spesso prima se non durante la battitura. L’autore di questo articolo si annovera fra quei “malati” che hanno costruito amicizie per la pelle (di foca) incrociando in qualche notte d’inverno sulle piste di remoti comprensori sciistici altre luci frontali e scambiando un timido saluto che si è sciolto davanti a una birra nel pub del fondovalle...

L'articolo completo di Lorenzo Scandroglio con le istruzioni per l'uso, i luoghi dove praticare lo scialpinismo notturno, le curiosità, le gare, su Montebianco in edicola nel mese di dicembre 2011

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