11/12/2011 - News - Eco Mountain
Energia idroelettrica: un caso
Si è tenuto ieri all'Alpe Devero, in alta Val d'Ossola (Provincia del VCO - Italia), un interessante incontro riguardante il cosiddetto "caso della centralina idroelettrica" dal titolo "Amare l'acqua e chiamarla per nome".
In questi ultimi mesi la comunità della Valle Antigorio era venuta a sapere di un'ipotesi di costruzione di una centralina tra Devero e Crampiolo (in un contesto di interesse naturalistico) per lo sfruttamento privato dell'energia idroelettrica. Ne era seguita una mobilitazione civile che ha portato alla raccolta di migliaia di firme. La petizione si è opposta al progetto per vari motivi, fra i quali l'elevato impatto ambientale e il metodo, legale ma condotto in sordina, senza informare né coinvolgere le genti della valle.
L'incontro tenutosi sabato 10 all'Alpe Devero si poneva l'obbiettivo di attirare l'attenzione su due temi sempre più attuali e interconnessi fra loro, la produzione di energia e la salvaguardia dell'ambiente.
Il progetto della nuova centralina a Devero è un esempio eclatante di come un'idea fondamentalmente buona come quella delle fonti rinnovabili di energia, si possa trasformare in occasione di detestabili speculazioni economiche a danno dell'ambiente e di come lo sfruttamento di una fonte di energia rinnovabile possa avere costi ambientali inaccettabili e produrre quindi energia non più così "pulita". Come sempre, dunque, occorre sottolineare che non è il merito delle cose a fare la differenza ma il metodo.
Di per sé il merito, il contenuto, è ecocompatibile (una centralina idroelettrica), ma il metodo con cui è stato portato avanti il progetto, non sembra esserlo. Ecco perché sono stati messi a confronto il lavoro della Lipu, che affronta molto bene la tematica del rispetto dei corsi d'acqua, fondamentale per la sopravvivenza di un territorio come quello dell'Alpe Devero, con un discutibile progetto di sfruttamento dell'acqua come fonte energetica in un'area protetta, completando il tutto con dati e numeri sull'idroelettrico nel VCO, ignorati da molti.
L'incontro si è articolato in 3 parti: la prima riguardante il "casus belli" della nuova centralina a Devero con una breve cronistoria del caso e descrizione del progetto, a cura del Comitato Pro Devero, seguite dall'analisi, fatta dal naturalista Paolo Pirocchi, delle caratteristiche ambientali di pregio dei siti coinvolti nonché delle carenze progettuali dello stesso rispetto alle componenti naturali; la seconda ha visto la presentazione da parte di Massimo Soldarini della Lipu del documentario prodotto nell'ambito del progetto Parchi in Rete, con regia di Marco Tessaro ”Amare le acque e chiamarle per nome - Ambienti acquatici nel Verbano Cusio Ossola"; la terza e ultima parte, a cura di Amelia Alberti di Legambiente, si è concentrata sui dati, attuali e prospettati per il futuro secondo le nuove direttive provinciali, dello sfruttamento idroelettrico nel V.C.O..
Iniziative come quella di ieri all'Alpe Devero, al di là dei risultati pratici, è la testimonianza del fatto che esiste una comunità attenta e un'attenzione critica alle cose che impediranno di prendere delle decisioni unilaterali di questo tipo nell'indifferenza generale.
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