22/12/2011 - News - Eventi
Torre Egger, atto secondo
La Torre Egger (2685 m), la seconda più alta nella foto, al cospetto del Cerro Torre (3102 m), in Patagonia.
Dopo che l'anno scorso i due Ragni di Lecco, Matteo Bernasconi "Berna" e Matteo Della Bordella, avevano già provato a mettere la mani sulla inviolata parete Ovest della Torre Egger (2685 m), in Patagonia, quest'anno i due sono ripartiti per provare a chiudere i conti con questa bellissima guglia. La presentazione dell'avventura nelle parole di Matteo...
Matteo Della Bordella, giovane climber varesino che Montebianco ha intervistato nel numero di novembre della rivista, è protagonista in questi giorni di un tentativo, insieme al compagno di cordata, anch'egli Ragno di Lecco, Matteo Bernasconi, sulla Ovest della Torre Egger dove già aveva "ficcato il naso" l'anno scorso. Ecco le parole con cui Matteo ha presentato il viaggio verticale che sta per intraprendere in questi giorni: "Dal punto di vista tecnico la più grande novità rispetto all'anno scorso è che ci portiamo il portaledge che vogliamo fissare alla base della parete in modo da evitarci tutte le volte avvicinamento, zoccolo e nevaio. E poi che abbiamo un po' più tempo a disposizione, nel senso che abbiamo in programma due mesi (ma potrebbe essere di più o di meno, chissà).
Per il resto, posto e obiettivo sono sempre quelli. Come dicono i saggi 'le montagne sono sempre là, non scappano', quindi speriamo di ritrovare la Torre Egger anche quest'anno. Oltre alla Torre Egger sarebbe bello ritrovare anche tutto il nostro materiale in parete, ma questa è un'altra storia, diciamo che per sicurezza ci riporteremo comunque tutto il materiale fino al Circo de Los Altares, poi vedremo. L'anno scorso avevo delle idee su come fosse la Patagonia e su cosa aspettarmi, ma erano solo idee, visto che non c'ero mai stato; ora invece so esattamente cosa mi aspetta, penso e spero di essere più preparato sia mentalmente che fisicamente che tecnicamente, poi si vedrà una volta lì se lo sono o no.
Beh, rispetto all'anno scorso spero anche di non fare la fame in truna, anzi diciamo di passarci ben poco tempo in truna...
La mia via ideale: 30 tiri, tutte fessure di mano, inclinazione variabile, dal 6a al 7a, e poi 1 tiro con un boulderino su piatti, ben protetto da ottimi friends e poi 15 metri di fessura di dita fino in catena, 8a, poi un po' di ghiaccio alla fine per il buon Berna... Tutta la via in libera e senza spit ovviamente, 5 giorni di tempo stabile, temperatura 4/7 gradi, sole e zero vento. Sembra facile a dirsi, ma non in Patagonia; è inutile andare là con questa false aspettative, qui alla fine ci andiamo per lottare, per confrontarci con una montagna davvero impegnativa, mi interessa salirli questi 1000 metri di roccia, scalando in libera se possibile, ma prima di tutto salirli!
E comunque andare ancora in questo luogo che è rimasto tale e quale a come madre natura lo ha creato, provare a salire queste pareti, allo stesso modo di come fecero Paolo Crippa e Eliana De Zordo, è già di per sè qualcosa di emozionante. Ecco... vorrei che, a differenza di Paolo ed Eliana, la nostra Torre Egger avesse anche un ritorno, non solo l'andata (toccatina... :-) )".
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