03/09/2010 - News - People
Aiguille Blance Peuterey: la discesa "oltre"



Luca Rolli e Francesco Civra Dano, 30anni dopo la prima discesa di Stefano De Benedetti (1980), hanno ripetuto l'impresa, lungo uno dei pendii più impegnativi da affrontare sci ai piedi



Settecento metri di lunghezza con oltre 50° di pendenza (+5.3 E4) e una quota, in cima, di 4.112 metri... questi i numeri sensazionali dell'Aiguille Blanche de Peuterey, montagna discesa a giugno da Luca Rolli e Francesco Civra Dano (attuelmente impegnato nella spedizione Everest Hornbein 2010).


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Ecco la testimonianza dell'impresa:

“Non ci si improvvisa sciatori di ripido: bisogna essere ottimi sciatori, alpinisti, avere fiuto per le condizioni della neve e soprattutto avere una buona dose di spregiudicata genialità. Fare dello sci ripido non è una passione. E’ un bisogno. Come gli artisti, avuta un’intuizione, creano; allo stesso modo noi, vista una parete in condizioni perfette, sentiamo la necessità di esplorarla con gli sci e di lasciare la nostra traccia. Nella scorsa stagione invernale, le nevicate sono state abbondanti e le discese si sono succedute con frenetico entusiasmo.
Le giornate senza sci apparivano giornate perse, non si poteva riposare, le condizioni ambientali erano uniche e noi eravamo eccitati, affamati, lanciati verso nuove avventure. E così, si sono succedute grandi discese come il Couloir du Diable al Tacul, la via Anderson al Maudit, il Cordier a Les Courtes, l’Eugster alla Nord della Aig. Du Midi, il Bonnenfant al Maudit e la Nord della Tour Ronde. In tutte queste discese, Lei, era lì davanti a noi, inesplorata, ripida, maestosa. Lei, la parete Nord della Aig. Blanche de Peuterey, ci è sempre parsa così verticale da pensare che nemmeno la neve riuscisse ad attaccarsi alle sue pareti.
Il 04 giugno 2010, le condizioni era perfette e noi pronti a superare i nostri limiti. Riuscire a discenderLa con gli sci, è stato il coronamento di un cammino di crescita che ha avuto inizio tanti anni fa. Per Lei, io e Francesco eravamo pronti non soltanto fisicamente, ma anche
umanamente. Infatti, le grandi discese e le fatiche dell’inverno hanno fortificato la nostra intesa in montagna, accresciuto la fiducia reciproca ed accesso sempre più la nostra passione per queste avventure. L’unica cosa che ci intimoriva, era la fama che Lei possedeva: ha concesso una sola discesa con gli sci nel 1980 a Baud, Vallençan e il grande De Benedetti e ha respinto tutti gli altri tentativi. Quel venerdì, però, tutte le nostre paure sono svanite e, spinti dalla consapevolezza di poter realizzare un’impresa unica, abbiamo attraversato la Brenva di notte, risalito la parete Nord della Aig. Blanche dal canale di destra, sciato il pendio sommitale, doppiato dei seracchi per la via Grivel-Chabod e siamo arrivati con gli sci sino in Val Veny lungo il ghiacciaio della Brenva. Ecco poche parole per raccontare quella che per me e Francesco è stata una
storia perfetta, intima e profonda. Poche parole forse, ma un ricordo che rimarrà indelebile per tutta la vita ed un messaggio da comunicare: “Certi sogni diventano realtà!”


Luca Rolli – Settembre 2010


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